Maria Toschi Corazza

Genere, lavoro e cultura tecnica tra passato e futuro

Maria Toschi Corazza

Nasce a Ferrara nel 1921, lavora inizialmente come operaia nell’industria farmaceutica.

Sposa Natalino Corazza, ex studente dell’Aldini Valeriani e dal 1940 operaio specializzato all’Acma che lascia dopo la guerra. Nel 1953 reperisce in maniera fortunosa i fondi per i fondi per l’acquisto di attrezzature e macchine che il marito modifica: celebre la sua testimonianza del prestito ottenuto dal salumiere di via Mascarella che consente l’apertura delle Officine Meccaniche Corazza.

Maria è a fianco del marito coordinando il settore vendite.

La specializzazione produttiva della Corazza è legata alle macchine per dadi da brodo, modificate, rispetto a quelle allora in uso, con l’introduzione di sistemi meccanici di dosatura ed incarto del prodotto. Con questa soluzione l’azienda vince la concorrenza straniera e si impone sul mercato internazionale.

Nel 1975, alla morte di Natalino, Maria assume la direzione complessiva dell’azienda, poi proseguita con la collaborazione della figlia Valeria. Dopo aver fatto parte del Gruppo Morningside, la Corazza è dal 2010 nel Gruppo IMA, con un ruolo immutato di leader nella costruzione di macchine confezionatrici di dadi da brodo, formaggi fusi, burro ed altri prodotti alimentari.

Nel 2014 Maria Corazza, con la figlia Valeria, dà avvio alla Fondazione Natalino Corazza per lo studio e la ricerca sulla psoriasi e sulle sue complicanze.

Muore a Bologna l’8 giugno 2015.


Bibliografia

  • A. Campigotto, R. Curti, M. Grandi, A. Guenzi (a cura di), Prodotto a Bologna: una identità con cinque secoli di storia, Bologna, 2000
  • R. Curti, M. Grandi (a cura di), Per niente fragile: Bologna capitale del packaging, Bologna, 2014
  • A. Cinotti, R. Curti, Le macchine del “ciclo” a Bologna. Ventennale della mostra “Fare macchine automatiche. Storia e attualità di un comparto produttivo. 1920-1994”, in Scuola Officina n° 1-2/2015, pp. 4-21